Interrail 2016 – Vienna: da potenziale delusione a grande amore

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Finalmente siamo partiti! Dopo avervi parlato di cos’è l’Interrail e avervi dato qualche consiglio pratico per organizzare al meglio il vostro viaggio, non vedevo l’ora di mettermi in treno e vivere sul serio quella che sono certo sarà una grande esperienza.

La prima meta del mio Interrail è stata Vienna. Sono partito alla volta della capitale austriaca la notte del 6 agosto dalla stazione di Bologna Centrale con il treno EuroNight 1236 delle 22:23. Il senso generale di smarrimento all’interno del treno è durato fortunatamente molto poco, complice anche la presenza di persone simpatiche, dalle singolari personalità, che hanno reso meno ardua la pesante notte di viaggio. Al mattino, con la schiena un po’ a pezzi e con più o meno 20 minuti di sonno, ero a Vienna!

Dopo esserci stato poco più di 3 giorni non posso certo dire di conoscerla ma credo di aver fatto il massimo possibile e il mio FitBit, che conta una media di 26km al giorno di camminata, può testimoniarlo. Cosa dire di Vienna? Vienna è semplicemente un incanto, senza lunghi giri di parole mi sento di dire che è una delle città più belle in cui io sia mai stato. È una sensazione che viene fuori strada facendo quando, passo dopo passo, ti accorgi di avere a che fare con una città fuori dal comune. Una città con un passato importante ma ancora oggi vive d’incanto, eleganza e musica. Vienna è una donna d’altri tempi che indossa abiti eleganti e che non smetteresti mai di guardare. Vienna è una città in cui il senso di stupore è continuo ed a tratti hai quasi la sensazione di sentirti fuori luogo nel camminare in quelle strade così raffinate, tra quei palazzi unici mentre una carrozza trainata da cavalli ti passa davanti o mentre da una finestra qualsiasi spuntano le note di Mozart. Insomma, se non si fosse capito, mi sono innamorato di Vienna anche se, come ho scritto qualche riga più su, è un qualcosa che è venuto fuori nel corso dei giorni. Vi racconto tutto!

UNA STRANA ACCOGLIENZA E LA TENTATA RIAPPACIFICAZIONE
Dopo la nottataccia in treno sono arrivato in una città che, a parte una gran bella stazione centrale, era praticamente deserta. La ragazza dell’Hotel ha provato a spiegarmi che la domenica è festa ma la cosa non ha risollevato il mio umore. Ero arrivato nella città che desidero visitare da anni e stavo faticando anche a trovare un coffee dove fare colazione? Preso dallo sconforto evito il centro (consiglio da uno dei pochi passanti) e mi gioco subito il jolly di Schonbruun. Un jolly ben speso perché la visita il castello dell’Impero è stata semplicemente sensazionale.
Senza dilungarmi nella descrizione della tenuta, che lascio a chi di competenza, vi posso dire che non uscirete da lì senza aver scattato almeno una cinquantina di fotografie. Sono troppe e continue le magnificenze di questo palazzo che si lascia apprezzare anche per il non trascurabile dettaglio di essere GRATIS. Quante città possono vantare una cosa simile per la loro principale attrazione? Acquistando il biglietto avrete la possibilità di girare per alcune stanze del palazzo ma, in compagnia di una persona del posto, mi è stato fatto capire che non ne vale la pena. Ma poi che senso aveva mettersi in fila per vedere delle stanze quando fuori c’è un ben Dio che richiede ore ed ore per essere visitato tutto?!?

IL CENTRO E MUSEUMQUARTIER: ECCO LA SCINTILLA
Sentivo che io e Vienna stavamo iniziando a capirci e ne ero contentissimo. Smaltita la delusione per l’impatto domenicale, mi affaccio con un velo di scetticismo al centro storico. Confesso… Ho fatto il duro giusto il tempo di incappare nell’Opera di Stato: poi mi sono sciolto come un gelato al sole! Di lì in poi non potrete fare a meno di camminare con lo sguardo puntato in alto per tutto il tempo. Il centro è una specie di percorso obbligato che vi porta a passare davanti a tutto ciò che di bello Vienna ha da offrire: il Duomo di Santo Stefano, Mozarthaus Vienna, Hofburg (il palazzo imperiale), Heldenplatz e – per gli amanti del genere – negozi a non finire. Quasi non vi sembrerà vero che in una sola città, in (relativamente) pochi chilometri possa esserci così tanto.
Ad un tratto però avrete la sensazione che sia tutto un po’ finto. Vi spiego, ho avuto la sensazione di avere a che fare con bellissimo museo, ma a chi piacerebbe vivere in un museo? Per capire che in Vienna c’è qualcosa che vive oltre la quantità impressionante di turisti mi son dovuto recare fino a MuseumsQuartier: una sorta di quartiere, circondato da tre musei, in cui centinaia di ragazzi s’incontrano e socializzano a suon di birra, musica e arte.

HEURIGE VIENNESI: A GRINZING E’ SCOPPIATO L’AMORE
Nonostante quello che avevo visto mi sarebbe bastato in qualsiasi altra città, da Vienna volevo e cercavo qualcosa in più. Ebbene, sulle orme di Beethoven (da sempre il mio preferito), è a Grinzing che l’ho trovato. Per raggiungere questo posto bisogna allontanarsi dalla città e raggiungere le colline dove, oltre a godere di una bellissima vista di Vienna, si trovano le tradizionali Huerige viennesi. Purtroppo anche qui non mancano le masse di turisti ma, complice anche il periodo dell’anno, in misura sicuramente più contenuta. Qui, dove tutti indossano abiti tradizionali, ho mangiato i piatti tipici della tradizione di Vienna (che avevo volontariamente evitato in pieno centro) e soprattutto ho bevuto dell’ottimo vino prodotto dai vigneti locali. Era in pieno agosto ma qui ho trovato quello cercavo, ho respirato l’aria che avevo sempre immaginato di Vienna e percepito, anche solo per un attimo, l’atmosfera del Natale.

COSA NON MI È PIACIUTO
Ebbene sì, c’è qualcosa che non mi è piaciuto. Non possono bastare 3 giorni per esprimere un giudizio complessivo però mi aspettavo qualcosa in più da parte dei viennesi. A parte la difficoltà tecnica nel comunicare, sono pochi pochi quelli che parlano inglese, non mi ricordo qualcuno che si sia distinto per gentilezza e disponibilità. Salvando la pace di tutti i ragazzi conosciuti a MuseumsQuartier, spesso mi son sembrati addirittura stizziti da tutto quel turismo e che il non saper parlare fosse in realtà quasi uno scudo protettivo. Boh… Spero di essermi sbagliato, servirà necessariamente una verifica!

Ho tante altre cose da dirvi su Vienna ma tranquilli inserirò tutto ciò in una pratica guida che pubblicheremo più avanti. In questa sede volevo solo condividere con voi le emozioni di Vienna come tappa dell’Interrail!

È sotto una pioggia torrenziale che prepariamo il bagaglio in attesa del secondo, ed ultimo, treno notturno di questo Interrail. Varsavia ci aspetta….!

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