InterRail 2016: un’esperienza da fare almeno una volta nella vita e… da soli!

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Sono trascorse ormai ben due settimane dalla fine del mio Interrail. Dopo aver aggiornato con costanza il diario di questa grandissima esperienza, ho preferito aspettare un po’ (un bel po’) prima di ritornarci su e darvi le mie conclusioni. Tutto questo tempo era necessario per metabolizzare tutto quello fatto in queste incredibili tre settimane.

Per chi non avesse seguito gli sviluppi Live del mio viaggio, oltre al link per accedere al diario di bordo, vi riporto una slide che sintetizza in maniera corretta i numeri di quello fatto nel corso di questo Interrail:

interrail-inumeri

Partendo da Napoli, la mia città Natale, ho raggiunto Vienna. Dopo tre giorni trascorsi nell’incantevole capitale austriaca mi sono diretto a Varsavia prima di far visita a Berlino. Quindi trasferimento verso la Scandinavia dove, dopo aver riabbracciato Copenaghen e Malmö, mi son fatto sedurre dalla bellezza di Stoccolma e Oslo. In discesa dalla Norvegia, sosta di un paio di giorni ad Amburgo prima arrivare ad Amsterdam e ritornare ancora in Germania per l’ultima tappa del mio viaggio a Monaco di Baviera.

UN BILANCIO

Come avrete notato anche dalla slide, non è stata una passeggiata di salute e non è stata di certo neanche una vacanza nel senso rilassante del termine. L’Interrail ha tuttavia rappresentato una delle esperienze più intense e significative della mia vita e che suggerisco a tutti di fare almeno una volta. Questo non perché è un format “economico” che mi ha permesso di visitare un gran numero di città in lasso temporale relativamente breve ma perché mi ha dato la possibilità di guardare il mondo da un’altra angolazione.
I viaggi a cui ero abituato, a cui tutti noi siamo abituati, sono quelli in cui si prende l’aereo e in un paio d’ore siamo catapultati in nuovo mondo. È come un cazzotto dritto in faccia, ti guardi intorno e sei in un mondo totalmente diverso da quello che hai lasciato, con persone diverse, con abitudini diverse e tanto tanto altro. Viaggiare in treno è stata tutta un’altra storia. Senza lo shock del cazzotto in faccia, il viaggio in treno mi ha permesso di capire cosa normalmente avviene nel corso del viaggio, guardando il mondo cambiare progressivamente. L’evoluzione dei paesaggi è chiaramente l’aspetto più eclatante e che risalta immediatamente agli occhi: non ho potuto che restare ore ed ore in silenzio a pensare e ammirare mentre il treno attraversava gli incantevoli paesaggi austriaci, le desolate valli della Polonia o ancora il fantastico scenario offerto dalla Scandinavia per finire ai colori scintillanti dei Paesi Bassi. È un qualcosa che per molti risulterà scontato ma a cui io non avevo mai dato importanza. Così come le persone. Resto tutt’ora sorpreso ripensando a tutto quello che ho imparato delle varie culture semplicemente scambiando qualche parola con le persone a bordo dei treni.

A CHI LO CONSIGLIO

Vi invito a guardare nuovamente la slide con i numeri. L’Interrail non è un viaggio per tutti, è un’esperienza che richiede sacrificio, spirito di adattamento e un certo grado di flessibilità. L’Interrail è per chi va oltre il “banale” viaggio nella capitale europea di turno e che compie la propria missione semplicemente scattando un selfie davanti al Big Ben, piuttosto che sotto la Tour Eiffel. Quando sono partito per l’Interrail l’ho fatto con l’idea e la voglia di visitare città che non avevo mai visto, di scoprire culture che non avevo mai incontrato. Al mio ritorno mi sono invece accorto che raramente mi capita di pensare alle città che ho visto e che quasi non riesco neanche a ricordare l’effetto che mi ha dato la Porta di Brandeburgo, il centro di Vienna o il fiordo di Oslo. Non riesco invece a togliermi dalla testa le sensazioni che mi hanno trasmesso tutte le persone che ho incontrato durante il mio viaggio. Tutte le persone incontrate a bordo dei treni, nei bar o più banalmente in strada. Tutte persone che mi hanno regalato un qualcosa di molto speciale e che mi hanno ricordato di quanto non siamo altro che un pezzo piccolissimo di un puzzle troppo più grande di noi. Non lo scopro di certo io che lo spirito di una città non è la città stessa, ma le persone che la popolano.

QUALE COMPAGNIA SCEGLIERE…

A questo punto è facile introdurre il nuovo argomento. Nonostante sia una pratica diffusa, soprattutto dopo la maturità, non credo ci sia cosa più sbagliata di affrontare l’Interrail con un gruppo di 5-6 persone. Se avete problemi ad organizzare l’uscita del sabato sera immaginate cosa deve essere organizzare un viaggio così lungo, decidere se dormire in treno oppure no, come organizzare il tour per la giornata o optare per un cambio di itinerario. Mi è capitato un paio di volte di incontrare persone che in seguito a litigi e incomprensioni, hanno lasciato il proprio gruppo e proseguito il viaggio da soli.
Detto questo, il mio consiglio è di organizzare il viaggio con al massimo un paio di amici con cui avete un certo feeling e, perché no, un certo grado di intimità.

… MEGLIO SOLI!

Nel caso in cui non ricorrano queste condizioni (e lo spero per voi) il mio consiglio è quello di partire da soli! Sia in fase di organizzazione che nel corso di questa esperienza ho letto tanti post di ragazzi spaventati dal partire da soli o che addirittura temevano di far la figura del tipo “strano”. Nulla di più sbagliato, partire da soli per un’esperienza del genere credo sia una delle migliori cose che una persona possa fare nella propria vita. Rappresenta innanzitutto un’importante sfida personale ed il modo migliore per godere a 360° di tutto quello che quest’esperienza offre. L’italiano è (fra le altre cose) famoso per aprire difficilmente il proprio gruppo a interferenze esterne, dedicando la gran parte della propria attenzione alla ricerca della ragazza di turno da fermare. Questo chiaramente impedirebbe di conoscere tutte le persone che io ho conosciuto, molte delle quali si sono dimostrate gentilissime guide all’interno della propria città. Certo, di contro c’è lo stare solo tante ore in treno e una più difficile organizzazione tra bagaglio, biglietto e ricerca del binario/hotel ma l’ho ritenuto un adeguato prezzo da pagare.

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Temo di aver esaurito le considerazioni finali su questo Interrail. O meglio, credo di aver esaurito le parole con cui descrivere quest’esperienza che porterò per sempre nella mia memoria.

Se state organizzando anche voi il vostro Interrail ed avete bisogno di dritte, non esitate a contattarci!

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