Tutto quello che c’è da sapere sugli Arancini siciliani

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Arancini siciliani
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Gli arancini sono senza dubbio il principale prodotto della rosticceria siciliana e le maggiori città della regione ne rivendicano la paternità. La storia e le origini sembrano incerte ma possiamo affermare che questa prelibatezza fritta è di origine saracena come molte delle specialità culinarie diffuse in tutta la Sicilia. Conosciuto oggi in tutto il mondo, l’arancino deve la sua fama oltre l’Italia, alla letteratura, in particolare al commissario Montalbano, personaggio dei romanzi di Andrea Camilleri, e noto buongustaio, grazie al libro “Gli arancini di Montalbano”.


Gli arancini siciliani

La storia e le origini degli arancini siciliani

L’arancino, nasce nel periodo della dominazione saracena in Sicilia, quando durante i banchetti esisteva l’abitudine di disporre al centro della tavola un ricco vassoio di riso aromatizzato allo zafferano e condito con verdure e carne.

Questo piatto sembra essere stato importato dagli arabi che erano soliti mangiare riso e zafferano condito con erbe e carne, durante i pasti. L’invenzione della panatura nella tradizione viene spesso fatta risalire alla corte di Federico II, nel XIII secolo, quando era utile per trasportare il riso speziato durante i viaggi e le battute di caccia per facilitarne la conservazione e non deteriorare riso e condimento. Può darsi quindi che, inizialmente, l’arancino si sia caratterizzato come cibo da asporto, possibilmente anche per il lavoro in campagna. Gli aneddoti, però, non sono finiti. Ad esempio, nel “Vocabolario Siciliano Etimologico” del 1785 si parla dell’arancinu, cioè del colore tipico della melarancia, a testimonianza che il nome potrebbe essere stato scelto per indicare la colorazione del cibo. A sostegno dell’importanza di questa pietanza nell’immaginario collettivo siciliano, il 13 dicembre di ogni anno, è tradizione palermitana festeggiare il giorno di Santa Lucia, in cui ci si astiene dal consumare cibi a base di farina, mangiando arancine (di ogni tipo, forma e dimensione) e le quantità consumate in questo giorno sono davvero esorbitanti!

Il nome: Arancino o arancina?

L’arancino (o arancina) è una palla di riso fritta, del diametro di 8-10 cm, farcita con ragù, mozzarella e piselli. Il nome deriva dalla forma e dal colore tipici, che ricordano un’arancia. Su questo tutti d’accordo, ma un dubbio assale chiunque si trovi in Sicilia ad assaporarlo, arancino o arancina?

La disputa è antichissima, a quanto pare l’arancina diventa arancino, e viceversa, a seconda della provenienza geografica. A Palermo questa specialità è femmina, qui non si hanno dubbi: il nome di questo gustosissimo alimento è Arancina, come confermato anche dagli storici, poiché altro non è se non il diminutivo di “arancia” dalla quale mutua la forma sferica, ovvio quindi che sia declinato al femminile. Se invece siete stati in territorio catanese vi avranno sicuramente detto, come riportato anche nei dizionari di lingua italiana, che gli arancini sono maschili e di forma conica o piramidale. Sul nome originario del prodotto quindi esistono opinioni alquanto contrastanti.

In soccorso di tutti e nel tentativo di porre fine a questa simpatica diatriba, è intervenuta l’Associazione delle Due Sicilie citando come fonte un dizionario siciliano-italiano:

“Dopo tanti anni di lotte a colpi di etimologia la storia sembra dare ragione ai catanesi: anche a Palermo infatti, durante il Regno delle Due Sicilie, si diceva “arancinu”. E’ probabile che nella Sicilia occidentale il termine sia stato storpiato nel corso degli anni, cosa che non sarebbe avvenuta nel catanese. Così risulta infatti dal rinvenimento di un dizionario siciliano del 1857, opera del palermitano Giuseppe Biundi”.


I vari tipi di arancini

Arancini siciliani rotondi

Gli arancini di riso più diffusi, in Sicilia ma non solo, sono quelli con ragù di carne con piselli e carote, ma anche quelli al burro (con mozzarella e prosciutto e, a volte, besciamella) e la variante agli spinaci (sempre con l’aggiunta di mozzarella).

Le città di Palermo e Catania si contendono la supremazia degli arancini migliori e la fantasia ha ispirato anche le forme più diverse ed è in questo caso che si distinguono arancine e arancini: le prime sono perfettamente sferiche e più piccole, mentre i secondi sono a punta, quasi a cono. Inoltre, nel catanese sono diffusi anche l’arancino “alla norma” (con melanzane, detto anche “alla catanese”) e quello al pistacchio di Bronte. La versatilità dell’arancino è stata sfruttata per diverse sperimentazioni. Esistono infatti ricette dell’arancino che prevedono, oltre ovviamente al riso, l’utilizzo di funghi, salsiccia, gorgonzola, salmone, pollo, pesce spada, frutti di mare, pesto, gamberetti nonché del nero di seppia.

Ne esistono anche varianti dolci: gli arancini vengono preparati con il cacao e coperti di zucchero; ce ne sono alla crema gianduia (soprattutto nella zona di Palermo) e al cioccolato, nonché all’amarena. Per facilitare la distinzione tra i vari gusti, la forma dell’arancino può variare.


Dove mangiare i migliori arancini in Sicilia

Questo viaggio culinario alla scoperta dell’arancino perfetto ci ha fatto giungere ad una conclusione, la più ovvia: l’arancino è uno dei simboli principali della Sicilia, tutta!

Se siete alla ricerca però dell’arancino perfetto possiamo consigliarvi alcune tappe. Abbiamo scelto le due città che a nostro avviso sono le più rappresentative: Palermo e Catania.

I migliori arancini a Palermo

A Palermo consigliamo la Pasticceria Oscar, bar di riferimento in tutto il territorio palermitano. Le sue “arancine” hanno un ricco e morbido ripieno mentre sono croccanti all’esterno con una panatura scura tale da far si che ci sia il mix perfetto per una degustazione ottimale.

Se Oscar non vi convince, o semplicemente volete una seconda alternativa, il Bar Touring è una vera e propria istituzione se cercate le “arancine bomba” e non amate le mezze misure.

I migliori arancini a Catania

A Catania invece il destino è beffardo: i due bar più noti a contendersi il primato dell’arancino perfetto sono l’uno accanto all’altro! I pareri su chi sia il migliore sono ovviamente discordanti per cui suggeriamo di provarli entrambi per decidere quale squadra tifare.

Pasticceria Spinella, V. Etnea 292/298

Pasticceria Savia, V. Etnea 302/304

Per non fare la figura dei turisti e gustarveli al meglio, iniziate a mangiare gli arancini dalla base tenendoli con la punta verso il basso, così potrete assaporare meglio la farcitura!


La ricetta tradizionale

Se siete invece appassionati di cucina e preferite preparare autonomamente queste piccole grandi delizie, vi riportiamo una ricetta semplice da seguire ed un video che illustra più nello specifico i passi da compiere.

In una casseruola mettere l’acqua, il sale grosso e il riso e portarlo a cottura. Alla fine risulterà tenero al punto giusto e avrà assorbito tutta l’acqua. A questo punto aggiungere lo zafferano (sciolto in pochissima acqua), un uovo, il parmigiano e il burro. Stendere il riso su un tagliere o una superficie coperta di carta forno e far raffreddare. Spezzettare il prosciutto e la mozzarella. Mettere del pangrattato in un piatto, della farina in un altro e l’uovo sbattuto in un altro ancora.

Quando il riso sarà raffreddato, prenderne una parte nel palmo della mano infarinata e metterci al centro un pezzetto di prosciutto e mozzarella. Chiuderlo a palla su se stesso, passarlo nella farina, poi nell’uovo e per finire nel pangrattato e friggerlo in olio ben caldo.

Ora non vi resta che provare a cucinarli o approfittare delle bellezze della Sicilia per gustarne i sapori originali!

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