Matera Capitale europea della cultura 2019: info e presentazione

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Matera capitale europea della cultura 2019
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Cresce l’attesa a Matera, nominata Capitale europea della cultura nel 2019. Si tratta di un’istituzione nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’Unione Europea. Un’occasione importantissima quella ricevuta dalla città lucana, chiamata ad aumentare la propria visibilità internazionale attraverso l’anno in “carica”. Nella storia dell’evento la prima fu la capitale greca Atene, mentre l’Italia è stata rappresentata in passato da Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 ed ultima da Genova nell’ormai lontano 2004.

Matera Capitale europea della cultura 2019: lo stato dei lavori

La città dei sassi, eletta dalla Giuria internazionale di selezione composta da 13 membri (sei italiani e sette stranieri) con sette voti su 13, ha battuto la concorrenza di altre cinque finaliste italiane: Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena. Si tratta della prima rappresentante per il Sud del Bel Paese, con la millenaria provincia della Basilicata chiamata a non fallire. Non solo opportunità, dunque, ma anche aspettative e lavori da fare per arrivare preparati nel 2019. Ma a che punto sono i preparativi?

A due anni dalla nomination, il turismo cittadino ha sicuramente avuto un’impressionante impennata. Tuttavia è ancora lunga la strada da intraprendere per arrivare pronti. A cominciare dal Teatro, ancora parzialmente inagibile, oppure dal Castello Tramontano che tuttora non può essere visitato. Per non parlare di “Giuliana”, il fossile della balenottera più grande al mondo, antico almeno un milione di anni, testimonianza unica di un passato marittimo della splendida Matera. I frammenti del fossile, scoperto nella diga di San Giuliano nel 2006, sono stipati in casse di legno all’interno del museo archeologico nazionale Domenico Ridola in attesa di essere studiate ed esaminate.


Matera Capitale europea della cultura 2019: cosa aspettarsi?

La sfida adesso, come riportato a Repubblica.it dal manager culturale Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera-Basilicata 2019, è quella di “passare dalla qualità del lavoro fin qui svolto alla quantità di progetti da realizzare”. Un impegno tutta’altro che semplice ma che, se portato a termine, potrà essere utilizzato come trampolino di (ri)-lancio per un’intera comunità. La parola d’ordine è superare i pregiudizi e consegnare pronto e lucente ai turisti uno dei patrimoni storici più antichi ed affascinanti che l’Italia possa offrire.

Il conto alla rovescia è dunque cominciato. C’è una sfida da vincere e questa volta non basterà la sola e millenaria bellezza del paesaggio dei Sassi per arrivare alla meta. Serviranno lavoro, entusiasmo e coesione per le menti creative che si stanno adoperando in un alacre lavoro di progettazione. I cittadini aspettano fiduciosi ma sono già pronti ad esultare di nuovo: la strada per Matera Capitale europea della cultura 2019 è appena cominciata.

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